Approdate nel Congo - Africa

Lo Spirito del Signore continua a suscitare e portare a compimento il suo piano di amore per i suoi figli! Ecco che due sorelle, in questo mese di settembre 2011, a nome della Congregazione, sono approdate a Brazaville, capitale del Congo, per iniziare nello spirito di Santo Eusebio e dei Fondatori, una presenza di amore per i nostri fratelli del Congo.


Congo - Africa

Ecco le prime notizie pervenute da Brazaville:

A tutte le nostre Sorelle e agli Amici della Parola

Congo – Brazza 1                                                                                                               22 settembre 2011

Oggi finalmente c’è la corrente elettrica….. e un’abbondante pioggia (la seconda della stagione!) ci ha impedito di andare a vedere se i lavori della casa proseguono… o meglio si avviano… e così eccoci qui a scrivervi qualche pensiero che portiamo nel cuore.

“Dove due o tre sono riuniti nel mio nome: sono Io là in mezzo a loro!”. Al nostro arrivo a Brazza suor Maria Paola e suor Chantal sono state per noi la fraternità accogliente, Gesù che ci ha accolte e che sempre ci precede nel cammino. Così come suor Donatella e tutte le giovani delle suore Minime del Suffragio che con calore, gioia ed entusiasmo ci hanno fatte sentire a casa nelle prime ore  qui a Brazza.

“Dove due o tre sono riuniti nel mio nome: sono Io là in mezzo a loro!”.
Domenica mattina siamo andate a Messa nella nostra nuova parrocchia di S. Pio X, dove abbiamo incontrato il parroco, abbé Jacques, un po’ ammalato, abbé Enoch, e giovani e adulti che ci hanno rivolto sorrisi e saluti… in buon francese. Lunedì ci siamo trasferite con solo l’indispensabile  dalle piccole sorelle domenicane: sr Catherine, e le tre novizie: Colette, Olimpe, Mireille. Ci hanno dato due stanze… facendoci fisicamente posto, perché abitualmente sono le loro. Condividono veramente con noi tutto: lo spazio, il cibo… la vita fraterna e la preghiera. Sono molto premurose e attente  che noi non esageriamo…. Dicono: dovete mangiare bene e riposare, perché fa tanto caldo e non siete abituate… Bisogna essere forti qui, per lavorare bene, che c’è tanto da fare. Veramente ci stanno dando un grande esempio di come ci si prende cura del fratello, del forestiero, del profugo…

“Dove due o tre sono riuniti nel mio nome: sono Io là in mezzo a loro!”.
Qui su 4 giorni passati, 3 e mezzo sono stati privati della luce elettrica. Le tenebre scendono in fretta verso le 18.20… e poi buio pesto. Questo ci aiuta ad imparare ad ascoltare e a guardare le cose in profondità. La cena sempre al lume fioco di una candela o della torcia elettrica, ne abbiamo una ciascuno. Spesso mi trovo a pensare che la luce vera che illumina ogni uomo e una fraternità è Lui, la Parola diventata carne che illumina il nostro cammino. La preghiera scandisce la nostra giornata e ci aiuta  a perseverare nella pazienza, ma anche nell’audacia… nei tempi di lavoro africani!!! Alle 5.30 lodi e poi a piedi una bella camminata per arrivare alla Messa delle 6.15 sempre gioiosamente animata e solenne. Al ritorno la colazione (il pane è sempre molto buono e fresco, comprato ai bordi della strada!) e poi ognuna al proprio lavoro… Noi a controllare i lavori della nostra casetta (veramente bella e spaziosa!!!) e organizzare su come preparala per abitarci dentro in fretta. Al ritorno: preghiera e lectio divina. Alle 12.45 ora media e alle 13.30 pranzo (la verdura sempre fresca perché la coltivano le suore!). La siesta è d’obbligo per il gran calore   (siamo solo all’inizio!!) Poi  controllo lavori… visita alle suore, conoscenza della realtà. Alle 18.30 preghiera di vespero e adorazione silenziosa. 19.45 cena e notizie (spesso attraverso la radio con le pile). Condivisione bella con le suore… Noi impariamo il francese e loro si allenano a capire l’italiano. La ricchezza dello scambio è grande e sono felici di collaborare con noi in questa grande parrocchia di Brazza, dove ci sono tanti poveri nascosti… L’esperienza è Gesù in mezzo a noi!

“Dove due o tre sono riuniti nel mio nome: sono Io là in mezzo a loro!”.
Stiamo imparando a muovere i piedi come l’Africa, sempre in cammino, verso la nostra casa, che si trova in una zona tranquilla, all’interno di un grande quartiere, colpito dalla guerra e dove il tentativo di fare case di mattoni è rimasto incompiuto. Alla vista: tanto verde e tanti ruderi… forati, dove la gente alla meglio è ritornata a vivere e tenta di ripartire, ma la vita è molto dura e cara!!! Sono destinati alla polvere (stagione secca) e al fango (tempo delle piogge)….
Il desiderio di una ripresa è grande… Papà Etienne, animatore delle giovani coppie di fidanzati, con la sua signora, è l’unico del gruppo che è rimasto a Brazza durante la guerra e ha fatto da riferimento a molti. “Quando studiavo in Francia da giovane (4 anni) stavo bene - così racconta - e a poco a poco ho smesso di pregare. Ma quando sono tornato qui, nella povertà, nel bisogno… nella paura di perdere tutto durante la guerra, la fede è diventata grande e l’unica fonte di speranza. Di notte ancora mi sveglio e dico, insieme a mia moglie: ‘Signore guardaci e vieni in nostro aiuto’. Teniamo così sempre Gesù in mezzo a noi. Sentiamo la sua presenza!”
Hanno sempre aperto la loro casa alla gente per pregare insieme… Ora all’idea che diventerà la casa delle suore, esultano di gioia. Il garage diventerà la nostra cappella, e sarà aperta alla gente del quartiere per la preghiera. Soprattutto preghiamo perché possano vedere risplendere Gesù in mezzo a noi, nell’amore fraterno, nella Parola, nell’Eucaristia.
“E’ necessario - dice mamma Hélène - soprattutto per i giovani che cercano risposte nelle diverse sette che anche qui stanno nascendo!”.

“Dove due o tre sono riuniti nel mio nome: sono Io là in mezzo a loro!”.
L’unità con tutte voi e con tutti coloro che ci stanno accompagnando in questa divina avventura, nei 5 continenti, è grande! E’ vivere la Parola insieme a distanza, ma prima di tutto con le sorelle con cui siamo chiamate a vivere…
Farlo in pienezza e verità è il grande dono e la nostra responsabilità, perché la Parola possa portare frutto!

                  Un abbraccio in unità suor Mara e suor Elsa




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