Relazione delle grazie ottenute per intercessione di Padre Dario e Madre Eusebia


Francisco Carlos Santos de Paula
Data de nascita: 12.05.1979
Guaratinguetá-SP  -  Brasile

            Ho 32 anni e inizio la mia relazione  dando testimo-nianza delle grazie attenute attraverso i Fondatori, verso i quali nutro molto affetto e amore. Bene, il Signore è sempre presente nella nostra vita e agisce in maniera misteriosa. Descrivendo questa testimonianza, spero anche di contri-buire affinché si diffonda la conoscenza di questi grandi Fondatori ed essi diventino per altri giovani, così come lo sono per me, un modello di santità, di confidenzain Dio e nella sua Provvidenza.
            Ho sempre avuto contatto con le Suore “Figlie di Sant´Eusebio”, già da piccolo, frequentando la “Creche São Manoel”, poi più tardi nella catechesi di Prima Comunione, successivamente con la Cresima. Infatti a quei tempi le Suore erano responsabili della comunità di Santa Veronica.
Però, nonostante frequentassi le Suore, ancora non conoscevo la storia dei Fondatori, di cui sarei rimasto incantato in molto speciale e profondo. Attraverso il libro “Due cuori per amare” – testimonianze in fioretti – mi fu possibile conoscere un poco di più la storia e capire meglio il loro carisma.

In ricerca: per conoscere di più …

            La ricerca per conoscere sempre di più, mi ha portato ad avere una profonda esperienza di fede e servizio. Più conoscevo e più ammiravo. Questa esperienza l´ho sempre condivisa con i miei familiari, specialmente con mia mam-ma Benedita. Anche lei ha imparato ad amare e ad aver fede in queste due persone, che per noi sono già sante. Il fatto di conoscere di più i Fondatori ci ha portato a ripensare il nostro modo di vivere di fronte alle difficoltà quotidiane. Fu anche questo esempio di vita che ci ha aiutato a valorizzare le piccole cose, situazioni e persone, nelle quali Dio si manifestava per noi. Sempre pensando a Padre Dario e alla sua testimonianza di amore, di spoglia-mento e di un cuore pieno di amore per i bisognosi, noi non potevamo più essere i medesimi. Così, come San Paolo, avevamo l´obbligo di convertirci ed essere uomini nuovi. Addentrandoci più profondamente nel carisma, cioè nella carità verso i più poveri, nacque in noi il desiderio di aiutare i bisognosi, non in forma grandiosa, così che altri potessero vedere, ma nella semplicità dell’osservare intorno a noi e riconoscere Gesù nei vicini. Questo ci spingeva ad aiutare sempre di più. Se noi fossimo capaci di guardare intorno a noi e capire più concretamene le esigenze del Vangelo circa l´amore al prossimo e il servizio, potremmo essere più felici, vivendo quello che Gesù vuole quando ci insegna che c´è più gioia nel dare che nel ricevere.


Con la fede, la grazia è sempre abbondante

Sicuramente questo nuovo dinamismo alimentò il nostro spirito e, nella stessa gioia citata sopra, le nostre preghiere ai Fondatori divennero abituali, sempre convinti della loro potente intercessione.
Perfino la dispensa della nostra casa è benedetta: c’è sempre abbondanza di viveri  anche in tempi difficili e, con quello che Dio ci dà con larghezza, possiamo aiutare i bisognosi, secondo il desiderio dei Fondatori che diedero la vita per i più poveri. Attraverso l’amore, anche noi, in un gesto di carità, mettiamo da parte tutti i mesi quello che abbiamo in più e lo condividiamo con chi ha più bisogno. Crediamo che chi confida in Dio sa che Egli non lascia mancare niente. Questa era la fede dei Fondatori.

La Divina Provvidenza

La Provvidenza divina fu veramente sempre a favore di Padre Dario e Madre Eusebia.
La loro fiducia e certezza che Dio si prende cura delle nostra necessità fu visibilmente  feconda nella Congrega-zione fin dai suoi primi passi di vita, nella vita delle Suore e dei malati assistiti da loro. Fu una convinzione che trasformò il loro stile di vita in famiglia. Oggi anche noi non ci preoccupiamo, ma confidiamo, infatti questo era  ciò che insegnava Padre Dario: confidare in Dio. E’ Lui che rivela ciò che deve essere fatto e a noi spetta la disponibilità a seguire la sua volontà qualunque essa sia. Vedremo questo nella storia, quando i persecutori di Padre Dario, coloro che gli fecero molto male, in un dato momento della loro vita, trovandosi in necessità e difficoltà, vennero a chiedere aiuto, e i Fondatori, con cuore trasbordante di amore e perdono, li aiutarono senza distinzione, facendo la volontà di Gesù e perdonando. Molti di loro erano sacerdoti e vescovi della Chiesa locale.
Era necessario testimoniare questo apprendistato dalla vita dei Fondatori, perché la conoscenza e la pratica delle loro virtù, per noi, è già un miracolo, e il miracolo dell’espe-rienza di Dio esige cambiamento di vita. Così cominciarono a succedere grandi cose nella nostra vita.

La grazia esige fede:  il sogno si realizza

Un certo giorno mi svegliai e, durante la preghiera del mattino, mi balzò alla mente la figura del Padre Fondatore, e mi assalì un sentimento di inquietudine. Con il trascorrere del giorno, nel lavoro, questo sentimento diventava sempre più forte e scaldava il mio cuore: mi lasciava apprensivo! Ero monitore del ‘Progetto adolescenti’. Da molto tempo lavoravo con le Suore Figlie di Santo Eusebio nel rinforzo scolastico e in questo Progetto. In questo stesso giorno avrei tenuto un incontro dello psicologo con gli adolescenti. Sarebbe stato un incontro di formazione umana e sociale, e il tema da affrontare era la questione del conformismo dei giovani e la difficoltà che gli stessi hanno di sognare o volere qualcosa di meglio per sé. Io ero là per affiancare lo psicologo e monitorare i giovani. Quand’ecco lo psicologo lanciò la domanda, che da allora si fissò nella mia mente e vi rimarrà per il resto della mia vita. Infatti la mia risposta alla sua domanda cambiò la mia vita. Orbene, lo psicologo chiese se i giovani erano soddisfatti della vita che stavano conducendo, se a loro bastava ciò che avevano, se nutrivano sogni o desideri di seguire qualche professione.
Con nostra tristezza, i giovani non erano preparati a tale provocazione e ognuno si mostrò conformato nella situazione in cui si trovava, dichiarando di essere felice così.
Di fronte a ciò lo psicologo, triste per la risposta e non contento del “conformismo” dei giovani, si diresse verso di me e mi fece la stessa domanda, alla quale risposi prontamente, a differenza dei giovani. Risposi che non ero soddisfatto della vita che conducevo, che volevo studiare, entrare all´università, diventare psicologo e aiutare i miei genitori. L’impulso di questa risposta mi veniva da quella inquietudine, da quel pensiero che avevo avuto la mattina, allorché mi ricordai di Padre Dario. E’ chiaro che si trattava di un sogno grande, che per le mie possibilità, sarebbe stato impossibile da realizzare, per il mio basso salario, e avendo genitori umili: mio padre José Francisco de Paula muratore, e mia mamma Benedita Aparecida dos Santos sarta. Non avevo speranza di dare continuità ai miei studi, già mi ero rassegnato, poiché: chi avrei potuto incolpare? a che giova-va sognare? e perché avrei dovuto nutrire tale speranza? Fu questo che toccò profondamente il mio essere: sapevo che la presenza di Padre Dario era forte e quel sentimento di inquietudine fu responsabile del capovolgimento nella mia vita. Quale non fu la mia sorpresa quando lo psicologo, vista la mia speranza, il mio sogno e desiderio di realizzarmi, mi offrì, davanti a tutti i giovani, la possibilità di frequentare un corso preparatorio per accedere all´uni-versità, in una scuola particolare molto prestigiosa nella città. In quel momento sapevo che niente più sarebbe stato uguale. Dovevo avere il coraggio di Madre Eusebia per affrontare grandi sfide che sarebbero sorte in seguito. Feci un anno preparatorio, riuscii a superare il ‘vestibular’ ed entrare nell´università salesiana; però il mensile scolastico superava .l’importo del mio salario. Confesso che avevo paura e pensavo segretamente di desistere. Tutte le situa-zioni mi portavano a desistere: … il salario, il tempo, il lavoro, ecc...

C’è sempre una soluzione ai problemi e Dio mai ci abbandona, cioè, c’è sempre una persona che è strumento della “sua volontà”

Non vedevo alternativa che mi consolasse, però avevo sempre in cuore quel pensiero che mi era affiorato dentro prima di rispondere alla domanda dello psicologo. Pensavo tra me: “Se Padre Dario ha interceduto presso Dio e la grazia è avvenuta, perché avere paura?” Dovevo credere. Fu allora che una Suora, verso la quale nutro un immenso affetto, rispetto e ammirazione, mi aiutò a capire e imparare a confidare nella Provvidenza Divina; questa Suora si chiama Suor Ermanna, naturalmente delle Figlie di Santo Eusebio. Era un segno che dovevo confidare e credere che Dio era con me e mi avrebbe dato l´aiuto necessario per raggiungere il mio obbiettivo. E oggi capisco che non era  mio, ma era il piano di Dio su di me e sugli altri. Con l´aiuto di un benefattore che non conosco, ma per il quale prego tutti i giorni, riuscii a pagare i primi cinque mesi di univer-sità. In seguito la stessa facoltà mi avrebbe dato il 70% di sconto, cioè avrei avuto la possibilità io stesso di mantenermi negli studi. E nello stesso tempo ho ricevuto persino l’aiuto anche per il trasporto.
Madre Eusebia mi insegnò il valore della perseveranza, della fiducia e del credere in me stesso. Sapevo che dovevo continuare e non desistere.


Le difficoltà non devono essere ostacoli a continuare il cammino, ma banco di prova


Incontrai molte umiliazioni, difficoltà, tristezze, ecc... ma mantenni fermo il proposito, cercando di essere sempre un buon alunno e assumendo seriamente gli studi.
Dopo cinque anni riuscii a terminare la facoltà; però nel mio lavoro le difficoltà erano grandi, dovetti fare un passo ancora più grande. Appena laureato, mi trovai nella neces-sità di chiedere il licenziamento da un  lavoro che durava da 11 anni. In verità era il mio primo lavoro.
Dovetti prendere una decisione che oggi vedo mi aiutò molto. E questo perché dobbiamo imparare da tutte le situazioni, buone e meno buone. Trovai lavoro, in una fabbrica di pasta, nel settore del personale, con buon salario e una migliore professione, sempre pregando e chiedendo l´aiuto di Padre Dario. E ciò che più interessa è che le grazie che si realizzarono e che ancora si realizzano, sono pratica-mente istantanee: se ho un  problema la mattina, di pome-riggio già trovo la soluzione, e questo é molto impressio-nante: mi fa toccare con mano come Dio è presente. Tutti questi fatti mi hanno segnato, tanto che tento di imitare il cuore del nostro carissimo Padre Dario, sia nelle mie azioni che nelle parole.


Difficoltà di malattia vengono a colpire la nostra famiglia

Ebbene, da due anni stavo lavorando nella fabbrica di pasta, quando mia mamma si ammalò. Io non potevo più stare lontano. Dovevo rimanere più vicino e aiutare mia mamma. Ero disperato, sapevo che il caso era grave, sembrava un fatto vascolare cerebrale, ma in verità era un fatto emozionale, però i sintomi sembravano gli stessi. Ci preoccupava la sua pressione alta e poteva avere conse-guenze gravi, provocare anche la morte. Rimase ricoverata all’ospedale per molti giorni, sempre sedata: una situazione molto estenuante e triste.
Però non potevamo cessare di credere nella presenza di Dio. Egli stesso avrebbe risolto la situazione, grazie nuova-mente alla intercessione di Padre Dario e Madre Eusebia. Eravamo coscienti che mia mamma era sedata, ma il cristiano deve aver fede e credere nelle manifestazioni di Dio, anche se Egli si serve degli uomini e di situazioni secondo la sua volontà.

Padre Dario e il sogno di mia mamma Benedita

Mentre era all´ospedale, una notte mia mamma sognò Padre Dario e Madre Eusebia, che entravano nella camera dell´ospedale e le portavano la Comunione. Mia mamma ricorda che assomigliavano nel volto alle foto dei Fondatori che abbiamo in casa, regalateci da Suor Maria Daria.
Al risveglio, una ministra straordinaria dell´Eucaristia si trovava nella camera e le chiese se aveva piacere di ricevere la Comunione. Comunicando al Corpo del Signore sentì il suo spirito nutrito e la certezza che Dio e i Fondatori volevano qualcosa in più:  che, cioè, migliorasse.
Il giorno dopo vennero a trovarla all´ospedale Suor Valeriana e Suor Maria de Lourdes. Eravamo coscienti che si trattava di un miracolo dei Fondatori. Se infatti  analiz-ziamo la sequenza dei simboli,  vediamo la presenza con-creta del carisma dei Fondatori, cioè l’assistenza ai biso-gnosi, l’Eucaristia che è l´amore di Dio, che si fa alimento che nutre e dà vita, la presenza delle Suore della Congregazione Figlie di Santo Eusebio, che riafferma anche fisicamente la presenza dei Fondatori.
Mia mamma era evidentemente emozionata e le lacrime testimoniavano l´esperienza che lei aveva vissuto in mezzo a tante difficoltà.


Ricominciare è difficile, ma è sempre una opportunità per imparare di più


Subito dopo questi fatti dovevamo ricominciare: mio padre non poteva lavorare per curare mia mamma, i soldi non bastavano, necessariamente ero solo io a supplire a tutte le spese di casa e in più, in una situazione di maggior neces-sità, abbiamo dovuto prendere in prestito denaro da uno strozzino per saldare i debiti di farmaci costosi e degli esami clinici che dovevamo pagare. Mia mamma era già uscita dall’ospedale e pregava tutti i giorni la Madonna e i Fondatori; migliorava visibilmente, anche se ha dovuto tenere per vari giorni il letto. Attualmente è ancora in fase di recupero e la sua salute diventa sempre più ferma.

Non era possibile rimanere lontano dalla famiglia, ma Padre Dario sempre interviene

Mia mamma pregava per me, affinché potessi lavorare più vicino. Ben presto ricevetti l´invito a tornare a lavorare nella Creche São Manoel, e questa volta come psicologo del-l’istituzione, così ero più vicino a casa, e di conseguenza più vicino per aiutare ad assistere mia mamma malata. Lavoro con gli adolescenti della comunità, offro una partecipazione attiva nella cappella Santa Veronica come ministro straordinario dell´Eucaristia, accompagno la formazione spirituale dei giovani insieme a Suor Aldina. Sono sempre a disposizione delle Suore per il lavoro pastorale vivendo il carisma e l´ideale dei Fondatori anche se laico, ma con il cuore di chi ama la causa del Vangelo. La nostra famiglia è felice, abbiamo fede e crediamo nella presenza divina e nell´aiuto potente dei Fondatori, specialmente di Padre Dario, che ho imparato a amare, seguendo i suoi passi.


Riconoscere il bene e ringraziare per le opportunità

Oggi, più che mai, dobbiamo ringraziare Dio per la presenza delle Suore Figlie di Santo Eusebio nella nostra comunità e nella nostra vita. Con loro abbiamo imparato la fede, la carità, l´amore al prossimo e alla Chiesa, ma soprattutto abbiamo imparato a conoscere i Fondatori. La loro vita, ci trasmette ancora oggi, dopo 100 anni di storia, insegnamenti attuali, tanto necessari in un mondo egoista e superficiale.
Questi insegnamenti sono gli stessi presentati da Gesù come comandamenti, ossia: Amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come a se stessi. Vediamo il soprannaturale in tutto questo, che nacque in Italia e attraversò continenti, fino ad arrivare qui in Brasile, nella nostra piccola Guaratinguetá, a sua volta beneficata da Dio per averci dato il primo santo brasiliano nella persona di Frei Galvão. Per noi è impossibile non percepire tutto questo come opera di Dio, come opera dei Fondatori che, a servizio dei poveri e bisognosi, si aprirono agli orizzonti del mondo, cambiando, marcando le persone e raggiungendo gli obiettivi della missione: ... evangelizzare.

Condividere è segno di amore e riconoscenza

Sono felice di condividere un poco della mia storia, di quella di mia mamma e della mia famiglia. Nel ricevere tante grazie da Padre Dario e Madre Eusebia, spetta a noi adesso ringraziare queste grandi persone che sognarono, credettero, lavorarono e adesso godono i frutti con nostro Signore, che amarono e servirono durante tutta la loro vita.
Un giorno perfino gli amici suggerirono a Padre Dario di  non portare avanti la sua opera e il suo ideale.
La sua risposta fu semplice e obbiettiva:

“Se sono rose, fioriranno”.

E di fronte alle difficoltà:

“Non sono io che mi prendo cura dei poveri, ma é Dio e Lui manterrà la casa, anche se diventa grande come una città”
(testimonianza di Suor Anna Favini).

“Figlie, tutto ciò che fate, fatelo per amore a Dio. Ricordatevi che Gesù considererà fatto a Lui tutto ciò che fate a chi soffre. Anche un solo bicchiere d´acqua, dato nel suo nome, avrà la sua ricompensa. Ricordatevi sempre di questo...” (Madre Eusebia, sul letto di morte.




La mia famiglia:

Io:   Francisco Carlos Santos de Paula

Mia mamma: Benedita Aparecida dos Santos
Mio padre:  José Francisco de Paula
I miei Fratelli:
   Alexandre Francisco dos Santos Paula
   Vania Aparecida dos Santos Paula




Guaratinguetá, 31 luglio 2011

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