Sante Missioni popolari in Brasile

in Malhada dos Bois e Cruz da Donzela
21 - 27  aprile  2014

Simbolo Santa Missione

Premessa
 In occasione del  25º della nostra presenza missionaria, accogliendo l’appello di Papa Francesco ad una Nuova Evangelizzazione, abbiamo pensato di fare alla nostra gente, in mezzo alla quale il Signore ha voluto porre la nostra tenda, il dono delle Sante Missioni. Esse rappresentano un tempo di grazia per riscoprire la nostra vocazione cristiana, che ci chiama a seguire Gesù come suoi discepoli e a diventare suoi testimoni, irradiando speranza, pace e allegria nella nostra vita.


Tema:
Il  Signore  ci  chiama  a  risvegliarci  per  la  missione

Preparazione

Da novembre 2013 si sono programmati diversi incontri preparatori per coscientizzare la gente sulla esigenza, significato e valore di questo tempo di grazia, e scegliere il tema della Missione. Sono nati così i vari “Gruppi di Servizio”, che hanno condiviso con i Missionari la responsabilità di preparare, animare e coinvolgere il più possibile la gente a partecipare a questo evento speciale, per vivere la forte esperienza della presenza viva di Cristo Risorto, che cammina in mezzo al suo popolo.
            Il giorno 21 aprile, al pomeriggio, si é tenuto un incontro di preparazione immediata, con la presenza dei missionari e dei vari gruppi di servizio. Si sono concordati alcuni dettagli riguardanti lo svolgimento della settimana missionaria. Si sono  formate le due equipe missionarie: quella di Malhada e quella di Cruz. In tutto 15 missionari. Si é puntualizzata la necessità di approssimarsi a persone e famiglie senza alcuna distinzione e di creare opportunità di incontro tra le due comunità che avrebbero vissuta la stessa esperienza di Missione Popolare contemporaneamente.
            Così si é deciso di fare  una unica apertura  in Malhada,  con la presenza della comunità di Cruz;  di concludere  il  sabato in Cruz da Donzela con la partecipazione della comunità de Malhada e la domenica in Malhada, con la partecipazione della comunità di Cruz.

Celebrazione di apertura

            La Chiesa di Malhada, santuario della Missione, era bellissima, arredata in modo originale e festoso.
Al lato dell’altare la grande Croce, simbolo caratteristico della Missione, coronata di fiori, memoria di Cristo Risorto. I giovani l’hanno voluta uguale a quella preparata per la Giornata Mondiale della Gioventù, avvenuta l’anno scorso in Rio, e che già hanno portato nella solenne Via Crucis il Venerdì Santo.
Si é iniziato con l’accoglienza festosa delle varie comunità presenti, che riempivano la Cappella. Ad ogni chiamata per nome, risuonava un canto di risposta, ritmato dal battito delle mani e degli strumenti musicali.
            Ha fatto seguito la auto-presentazione dei missionari destinati a Malhada e a Cruz.
        
Presentazione dei missionari
L’entrata della Parola di Dio é stata fatta dai giovani che, cantando e danzando, passavano la Bibbia aperta di mano in mano, simbolo della Parola di Dio rivolta ad ognuno e destinata a ritornare nelle mani del Popolo.
            Nella omelia é stato presentato il tema della Missione: la chiamata di Gesù rivolta ad ognuno e l’attesa di una risposta personale, come è avvenuto con i primi discepoli.
            E’ stato valorizzato ogni momento della celebrazione eucaristica. Alla fine é stato presentato, in linea generale, il programma di come si sarebbe svolta la settimana missionaria.

Giornata tipica di Missione

Il primo incontro di preghiera, alle 5 del mattino, iniziava con il canto dell’Ufficio della Madonna.
           



Al termine si prendeva la Croce e, cantando, ci si recava in processione in direzione di una contrada, ponendo la Croce davanti a una casa dove c’era un infermo.

Lì avveniva l´incontro di preghiera, con la presentazione del tema del giorno, la lettura della Parola, condivisa, dopo un breve spazio di silenzio. Le preghiere, sempre spontanee, terminavano con il Padre Nostro. Il tutto accompagnato da canti preparati, in un libretto, con il simbolo e il tema della Missione. Faceva seguito la colazione comunitaria, per la strada, condividendo quanto ognuno aveva preparato, in semplicità e fraterna allegria.  Sempre avveniva il miracolo della  ‘moltiplicazione dei pani’: il poco, messo in comune, non solo bastava per tutti, ma sempre avanzava ...
            Nello stesso luogo avveniva la riunione dei missionari con alcuni membri della comunità per programmare la giornata: visite alle famiglie della contrada, impostazione della celebrazione della sera, principale momento comunitario di preghiera, prevedendo il massimo di partecipazione.
            Ogni missionario rimaneva responsabile della preparazione e animazione di una parte della celebrazione centrale della giornata.

Visite alle famiglie

Noi missionari, a due a due, sull’esempio di Gesù, abbiamo visitato ogni casa della contrada ove rimaneva la Croce per l’intera giornata.
Siamo stati sempre ben ricevuti. In atteggiamento di ascolto, abbiamo avuto accesso alla condivisione di vite fortemente provate dalla malattia e dalla sofferenza. Ci é stato chiesto: consiglio, benedizione delle case, preghiera su un malato, e ci hanno esposto svariate necessità. Prima di uscire sempre si invocava il dono della pace e si invitava a partecipare alla celebrazione serale.
           
Non si sono tralasciate le visite nei bar dove, al nostro arrivo, i presenti cessavano il gioco e spegnevano il suono: lì si gettava il seme della Parola di Dio. Anche un gruppo di uomini che andavano al lavoro ci hanno permesso di entrare in dialogo.
            La visita alle famiglie, senza distinzione di fede religiosa, ha rappresentato un punto forte della Missione: vicinanza e dialogo personale, aperto e familiare.
            E’ stata una immersione nella vita sofferta e difficile, segnata da mille problemi. Ci ha fatto sentire dei piccoli cirenei che hanno dato una mano per portare la loro croce, illuminandola con la croce amorosa di Gesù, che continua il mistero della sua incarnazione, riflessa nei mille volti delle persone e delle famiglie.
           
Per il pranzo e la cena l’equipe di accoglienza ci accompagnava nelle varie famiglie, che si sono rese disponibili ad accogliere qualche missionario. Anche la condivisione dei pasti é stata una condivisione di vita: allegria e sofferenza si sono mescolati alla assunzione del cibo, preparato con cura e semplicità.
            Nel pomeriggio alcuni missionari proseguivano nelle visite alle famiglie, mentre altri si incontravano con persone e gruppi per preparare la grande celebrazione serale. A volte era una celebrazione eucaristica; a volte una celebrazione comunitaria ben animata e partecipata.

Liturgia della notte

            Questo momento orante principale vedeva radunata una moltitudine, di ogni età.
            Il punto di incontro era il luogo dove era posta la Croce, sempre ravvivata da fiori freschi, legati a nastri colorati, come qui è di costume. Si recitava il Rosario, mentre convergeva la gente. Si partiva in processione verso il Santuario con i simboli della missione: la grande Croce, il cero pasquale, la Bibbia.
           


Il primo atto della celebrazione era l’accoglienza dei tre simboli, introdotta da un missionario, che ne spiegava il significato: l’immenso amore di Cristo per noi, che ci aiuta a portare le nostre croci, illuminandole con la sua luce e e la forza della sua Parola di vita.
            Seguiva l’accoglienza festosa dei vari gruppi presenti, ben animata e creativa.
            Alla solenne entrata delle Bibbia, seguiva la proclamazione della Parola, secondo il tema del giorno, e l’approfondimento fatto da un missionario.
            Al termine della celebrazione, la comunità era invitata a vivere un momento di fraternità e di gioia. Un gruppo di animazione guidava i giochi e le danze, suscitando un clima di unione, partecipazione e spontanea allegria!




Roçado do Senhor – Campo di Dio

            Nell’ultimo giorno delle Sante Missioni, tutti coloro che volevano mettersi a servizio del bene comune e della crescita della comunitá sono stati invitati a partecipare a questa particolare celebrazione.
            In Cruz da Donzela, dopo aver ascoltato la parabola del Seminatore e condiviso questa Parola, ognuno ha preso un seme e l’ha piantato nel ‘campo di Dio’ perché, con la forza dello Spirito Santo, possa germogliare, crescere e portare frutto.
           

In Malhada dos Bois, la Parola scelta è stata quella dell’invio alla missione dei 72 discepoli. Come simbolo è stata preparata una lunga striscia, dove era dipinta una strada con la scritta: “Firmando os pés na missão de Jesus” (Posando i piedi nella missione di Gesù). Ogni persona, che voleva impegnarsi ad assumere un servizio di comunità, ha lasciato sulla tela l’impronta del proprio piede con la firma. E’ risultato così un cammino, segnato da impronte di piedi multicolori, indicante un unico percorso: continuare insieme la missione di Gesù nella propria comunità.
            Si sono così costituiti i vari gruppi di servizio, che dovranno, in collaborazione, tener viva la fiamma accesa in queste Sante Missioni.
            Evidenziamo che in Malhada é rinato il Gruppo Solidarietà intestato a  “D. Izaura”.


Chiusura delle Sante Missioni

            La chiusura delle sante Missioni, fatta  insieme dalle comunità di Malhada e Cruz, ha rappresentato un momento forte  di grazia,  vissuto in comunione e grande allegria.

           



In particolare la processione luminosa fatta il sabato per la chiusura della missione in Cruz, é stata  un segno forte di fraternità e unione tra le due comunità. 









 A metà strada  l’incontro tra Cruz de Donzela che portava la Croce, con Malhada dos Bois, è stato emozionante:  una spontanea esplosione di abbracci e di gioia! Le due comunità mischiate,  formando ormai un solo popolo, hanno proseguito il cammino fino al grande fuoco, lodando,  danzan-do,  pregando, mentre si alternavano a portare la Croce vittoriosa di Cristo, il Salvatore.

           
Lo stesso é avvenuto per la chiusura della Santa Missione in Malhada, a cui ha partecipato il popolo di Cruz. Attorno al fuoco, simbolo dello Spirito, si é fatto l’atto penitenziale, buttando nel fuoco tutti i peccati, che distruggono la persona umana, la famiglia e la comunità, perché fossero bruciati nella fornace della misericordia di Dio. Nella gioia del perdono, gratuitamente ricevuto, formando un grande cerchio, tenendosi per mano, si è danzato attorno al fuoco, fiduciosi che la grazia dello Spirito continui, dopo ogni caduta, a farci rivivere e lottare per la vita: “Io sono la Risurrezione e la Vita” ha detto Gesù.
           

Nel santuario, si é svolta la grande Celebrazione Eucaristica di chiusura. Al termine si é usciti in processione verso il luogo preparato per piantare la Croce, perché rimanga come memoria della Missione: una Croce, ricoperta di fiori, simbolo della nuova vita che, attraverso la morte di croce, Cristo Risorto ci ha donato.  Mentre si piantava la Croce cantavamo, insieme alla moltitudine presente:


 “Nell’ora benedetta, in cammino, la santa Croce noi andiamo a piantare.
                Andiamo a piantarla in santa allegria, pregando il rosario della Vergine Maria.
Piantando la Croce, che nascerà?       Un popolo libero qui sorgerà!
Piantando la Croce, che nascerà?       Un popolo unito qui sorgerà!
Piantando la Croce, che nascerà?       Bimbi uniti qui cresceranno!
Piantando la Croce, che nascerà?       Lavoratori uniti qui cresceranno!
Piantando la Croce, che nascerà?       Giovani cristiani qui cresceranno!
Piantando la Croce, che nascerà?       Famiglie unite qui cresceranno!
Piantando la Croce, che nascerà?       La gioia del Vangelo da qui si                                                                            diffonderà!

Sprazzi di luce …

            Il dono delle Sante Missioni che abbiamo voluto fare alle nostre due comunità, in realtà è ritornato trasformato nelle nostre mani. Volevamo offrire l’occasione di un risveglio di vita cristiana, e siamo state risvegliate alla nostra vocazione di discepole missionarie. Desideravamo che la nostra gente riscoprisse la presenza di Cristo Risorto nella loro vita,  e  noi, tramite loro, abbiamo ricevuto molti segni della sua presenza in mezzo a noi.
            Così é avvenuto per Israele, un giovane drogato, che abbracciava i missionari, supplicandoli di benedirlo e pregare per lui perché incontrasse la forza di uscire da questa sofferenza!
            Così é avvenuto per la giovane Marilj, colpita da un tumore al cervello e che i medici consideravano spacciata,  con speranza di vita zero.  Tutta  la  comunità  di  Malhada  ogni  giorno  ha  pregato  per lei  e, con sorpresa dei medici, ha superato il primo intervento chirurgico; ora é in attesa di un secondo ...
            Così è avvenuto per la coppia che, dopo la nascita di un bambino handicappato, a causa del diffuso pregiudizio ha portato su di sé, per tanti anni, un profondo senso di colpa, tanto da rischiare la separazione. Questi genitori hanno ricevuto, illuminati, la grazia della liberazione da questo grande fardello; il sorriso è riapparso sui loro volti!
Ai nostri occhi, le pecore disperse si sono riunite attorno al loro Pastore, formando un popolo: il Popolo di Dio in cammino ...
La Croce, simbolo dell’Amore che ci salva, ha polarizzato le ansie, le speranze, i desideri, i sogni di tanta gente del popolo. Attorno a questo segno di amore si è innestato un movimento di preghiera, disponibilità, collabora-zione, accoglienza,  condivisione, fraternità, gioia di seguire il Cristo, Via, Verità e Vita!

Desideravamo che  la Parola  e  l’Eucaristia, occupassero il posto privilegiato nella preghiera, e  in questo  tempo  di  grazia  è  emersa  la grande sete  della  Parola  di  Dio  e  una  partecipazione  viva  all’Eucaristia e ai momenti di adorazione.
Avevamo tanto a cuore  che si rinsaldassero i vincoli di fraternità, e abbiamo potuto sperimentare il clima delle prime comunità cristiane, quando si radunavano per pregare insieme, fare memoria di Gesù nella frazione del pane,  prendere il cibo nella condivisione fraterna,  vivere la gioia di incon-trarsi,  non dimenticandosi di chi è in necessità ...
            Unanimi si cantava nelle numerose peregrinazioni: “Solo nella Santa Missione abbiamo una festa così bella; un inizio di cielo, dove la festa non avrà mai fine”. Questo cielo é stato la realizzazione della promessa di Gesù: “Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me”.  Proprio tutti ...  Attorno alla Croce del nostro Salvatore si sono radunate persone di ogni razza, condizione sociale, età, portando con sé i loro peccati, le loro fragilità, le loro miserie, i loro pesanti fardelli, che Gesù ha assunto sopra di sé e il suo Spirito ha trasfigurato.
            Con  maggior  consapevolezza,  abbiamo capito  che  chi  apre i cuori,  chi  converte,  chi risveglia non siamo noi: è il Cristo che, con il suo amore misericordioso, abbraccia ogni frammento di umanità, anche se lacerata e sfigurata, per ricostruire la vera immagine, quella di figli dell’unico Padre e membra vive del Corpo Mistico di Cristo!
            Guardando ai nostri 25 anni di presenza missionaria, fatta di luci e di ombre, di gioie e di sofferenze, di slanci e di fragilità, non possiamo fare altro che chiedere allo Spirito di comporre per noi una armoniosa preghiera di ringraziamento, di lode, di intercessione, per la vita, quella vera, della nostra gente: “Che il regno di Gesù continui a incarnarsi ogni giorno nella nostra vita; che i piccoli passi che la comunità si è impegnata a fare, siano sostenuti dalle parole di Gesù: “Non abbiate paura! Io sarò con voi sempre!’

Suor Fiorenza, Suor Maria Agnese, Suor Flavia

Malhada dos Bois, 6 maggio 2014

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